Forse in pochi lo sanno, ma l’Italia è uno dei paesi più luminosi del continente. Un primato di cui però è meglio non vantarsi, se è vero che la nostra nazione spende troppo di illuminazione pubblica, 5 volte in più della Germania. La spesa pro-capite in Italia nel 2016 è stata infatti di 28,7 euro, quasi dodici punti più alta della media dei principali paesi europei.
Alcuni esempi? La Francia spende 20,3 euro, il Regno Unito 14,2 euro e la Germania 5,8 euro. Tradotto: spendiamo 11,9 euro in più rispetto alla media europea. I dati arrivano dallo studio Illuminazione pubblica: spendiamo troppo, condotto dall’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Il consumo di energia elettrica per illuminazione pubblica in Italia nel 2017 è stato approssimativamente di 6.000 GWh, con un consumo pro capite di 100 kWh, pari al doppio della media europea di 51 kWh. (Fonte: Sole24Ore)
Già nel 2014 erano state stilate delle Proposte per una Revisione della Spesa Pubblica, la cui attuazione avrebbe portato ad un risparmio di circa 300 milioni in tre anni. Le misure previste erano distinte tra misure di breve e di medio periodo. Tra le prime, si era ipotizzato di spegnere gli impianti di illuminazione pubblica extraurbana e punti luce di aree artigianali e industriali. Purtroppo nessuna di queste misure è stata adottata, nonostante le possibili aree di spegnimento non avrebbero riguardato le aree urbane in cui circolano le persone, quindi ci sarebbero stati elementi ostativi sul tema della sicurezza.
Qualcosa però occorre farla, e si deve partire da alcuni investimenti quanto mai necessari: nel 2014 un gruppo di lavoro sull’illuminazione pubblica coordinato dal Mise aveva proposto di realizzare gli investimenti grazie a delle linee di credito concesse dalla Cp ai comuni. Obiettivi? Modernizzare gli impianti esistenti e porre un argine anche ai danni causati dall’inquinamento luminoso.
Purtroppo, però, non è ancora previsto un obbligo per i comuni di convergere verso obiettivi di consumo in linea con la media europea. Tradotto: non esistono (ancora) norme che possono limitare l’elevato consumo di energia elettrica riguardo l’illuminazione pubblica. Il cammino è ancora lungo, ma la tematica resta quanto mai attuale, se non urgente.