Nelle scorse settimane abbiamo parlato dei cambiamenti che stanno apportando le recenti innovazioni tecnologiche. Un esempio su tutti? Le intelligenze artificiali, che insieme ad altre innovazioni hanno creato una vera e propria economia digitale; nasce quindi, soprattutto per le società che vogliono investire nel digital, la necessità di quantificare l’impatto di questa tipologia di economia nel mondo “reale”.
E’ proprio di questo tema che si è parlato durante l’ultima edizione di IAB Forum, il più importante evento italiano sulla comunicazione digitale, dove è emerso che, rispetto al 2016, gli investimenti in pubblicità digitale sono aumentati del 12%, con un picco complessivo di 2,6 miliardi di euro. Se si considera poi il digitale a perimetro ristretto – investimenti in attività interamente digitali – tale valore sale ad un totale di 58 miliardi di euro con la capacità, inoltre, di generare un indotto di circa 25 euro per ogni euro investito.
Anche l’occupazione del settore digitale segna un importante aumento: il numero di impiegati è salito in un anno da 220.000 a 253.000, mantenendo un ritmo di crescita superiore rispetto a quello dei ricavi. Tutto questo è possibile perché il processo di digitalizzazione delle competenze è più rapido ed anticipato a livello temporale rispetto alla crescita dei ricavi.

A farla da padrone, all’interno di questo nuovo ecosistema economico, è l’advertising sui social network con particolare focus sulla produzione di contenuti video seguito molto da vicino dagli investimenti in pubblicità su smartphone. La pubblicità da mobile è infatti cresciuta in questo ultimo anno del 40%, pur a fronte di ritorni economici non sempre in linea con gli investimenti ed il tempo speso dagli utenti sui device mobile.
Considerando poi il cosidetto perimetro allargato dell’economia digitale, tenendo conto cioè delle imprese del settore digitale che stanno estendendo i propri investimenti pubblicitari anche al di fuori dei canali online, possiamo fare una valutazione ancora più veritiera sul settore digitale. Il valore stimato è di circa 80 miliardi di euro con una forza lavoro impegnata nel settore di oltre 600.000 unità.
Queste cifre testimoniano quindi che il digitale non è solo legato ad attività fini a se stesse, ma di fatto ha creato un vero e proprio indotto economico che continua a crescere; è un treno che le aziende non possono, e non devono, perdere per poter partecipare attivitamente alla costruzione dell’economia del domani.


