La realtà virtuale (o VR, virtual reality) è una delle tecnologie che, nel corso degli ultimi anni, ha avuto un aumento esponenziale sia in termini di qualità delle esperienze offerte sia in termini di innovazione tecnologica a livello software ed hardware.
Non sorprende quindi che Widiba, banca online del gruppo Monte dei Paschi, abbia annunciato il lancio di un’app che permette l’accesso, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, alla propria filiale bancaria personale. Grazie infatti ai visori 3D, che espandono l’utilizzo dello smartphone proprio in termini di realtà virtuale, il cliente si ritroverà all’interno di una filiale totalmente digitale dove potrà procedere con tutte quelle operazioni possibili per ogni correntista nella propria filiale bancaria di fiducia.
E’ quindi una mossa interessante, pensata soprattutto per attrarre una clientela giovane e smart, poco propensa ad investire il proprio tempo in file e lunghi discorsi allo sportello sotto casa. Una clientela che è “always online”, attraverso l’uso degli smartphone che, sempre più, stanno diventando HUB delle nostre vite e contenitori di tutti i nostri dati finanziari (e non solo).
Pur trattandosi solo di un test è chiaro che, in caso di riscontri positivi, tutti i grandi gruppi bancari dovranno necessariamente iniziare a mettere in cantiere iniziative simili, al fine di non perdere terreno rispetto ai gruppi concorrenti. Andrà però a quel punto considerato l’impatto che l’utilizzo della realtà virtuale avrà nei confronti delle filiali “reali” e delle persone impiegate in quelle strutture.
Tradotto: occorrerà infatti evitare che l’utilizzo di queste nuove tecnologie abbia l’effetto di “bruciare” posti di lavoro senza averne prima creati di nuovi, altrimenti è alto il rischio che questo nuovo approccio alla realtà virtutale vada a demonizzare una tecnologia che ha, in realtà, un altissimo potenziale.


